Qualche giorno fa ebbi a discutere del valore del non-voto. Il mio interlocutore se l’era presa con gli italiani trovandoli ridicoli, perchè sempre pronti a lamentarsi dei governi e poi altrettanto pronti a mettere sempre le stesse crocette ai soliti partiti. Concludeva sentenziando, che gli italiani hanno i governanti che si meritano, in quanto rappresentazione fedele dei medesimi. Volli dichiarargli (io italiano) la mia terza via: non votare. Mi rispose che non avevo capito qual era il punto. E infatti questo sarà l’argomento de “il punto” votare o non votare? L’ho già scritto, io non voto; non voglio legittimare con un mio gesto l’azione di governo di uno qualunque dei due poli. In questi anni, con la fine ingloriosa della prima repubblica e l’avvento della seconda, abbiamo potuto tutti con mano toccare i profondi cambiamenti che la nostra politica a messo in atto, in un volgersi virtuoso delle coscienze dei capi partito e dei funzionari di governo al bene pubblico. La balena bianca colpita a morte dall’arpione della giustizia, disperse in un colpo di pinna quel famoso pentapartito che, complici le vecchie tribune elettorali, tormentava le mie serate televisive adolescenziali, lasciando il posto a questa politica nova, così etica, da rendere indistinguibili i nostri onorevoli rappresentanti… Come si fa a non votare questi esempi illuminati di giustizia sociale, i quali hanno reso possibile una sperequazione edilizia tale che, una soffitta di 60 mq. al 5° piano senza ascensore, acquistata negli anni ottanta per 9 milioni, vale adesso almeno 30 volte tanto? Lo stipendio di un lavoratore medio, se fosse rivalutato alla stessa maniera, dovrebbe corrispondere a circa 9000 euri e, come tutti sanno, un metalmeccanico o un impiegato delle poste, superano ampiamente tali emolumenti. Che dire poi del valore d’acquisto dello stipendio che quei campioni dei nostri rappresentanti hanno strenuamente difeso, tanto che un impiegato, negli anni settanta, con quello a malapena campava una famiglia di quattro persone, mentre oggi può tranquillamente non arrivare a fine mese da single. E quanto sono migliorati i servizi! Sanità a pagamento da gratis che era, pensioni da fame anche con quarant’anni di contributi, pressoché totale mancanza di assistenza a disabili e anziani, soppressione sistematica dei diritti del lavoratore. Fortunatamente ho potuto assistere, attraverso le reti televisive del nostro ex presidente del consiglio, alla nascita di questo meraviglioso mondo nuovo, dove, se non lavori almeno in un ufficio, non esisti neanche negli spot pubblicitari. Centrodestra e centrosinistra -mi sovviene alla mente la vecchia canzone di Gaber, ancor più attuale- s’inchinano al mercato per pentirsene amaramente appena volgono gli occhi a quell’abbacinante palazzo assiso in Vaticano: ma è un pentimento che si lava via con poche lacrime di coccodrillo, prontamente versate per qualche disastro annunciato sul versante delle infrastrutture, realizzate nel modo peggiore possibile (se realizzate infine) al costo più alto possibile. I nostri candidati promettono da laici e mantengono da preti, si riempiono la bocca con la ricerca e l’innovazione e tolgono fondi e dignità a scienziati e istituti. Ci ritengono così incapaci di discernimento, che per legge elettorale non possiamo più distinguerli gli uni dagli altri. Dobbiamo limitarci a sparare nel mucchio con una bella croce, e aspettare poi i giornali per sapere chi effettivamente abbiamo mandato a governarci. L’ultimo passo che verrà ce lo spiega P. Dick :quel futuro disilluso pennellato in “Lotteria dello spazio” non è poi così lontano, basta una ruota della fortuna e Mike Bongiorno: già possiamo immaginare chi sarà il Quizmaster. Ecco perché non voto mio caro interlocutore: per scongiurare un futuro da fantascienza!