Dolce Elain
nei deserti meridiani sbocciata
mai ti strinsi al mio carpace.
Sogno il volto tuo
dai cento occhi ardenti,
dalle fessure schiuse,
dal respiro umido e fragrante.
Arrotolato nella sabbia
delle rosse fredde notti
m'attorciglia Il desiderio
dei neri tuoi chirghigli.
Come drappi d'isthavan
carezzano il mio alveo.
E trillo e piango
stringendo fra le chele
il vento asciutto di Achenbar.
Tempo fa, stravaccato sul divano, appoggiato comodamente sulle morbidezze della mia compagna, mi capitò di vedere una trasmissione sul famoso big foot statunitense, in programma su di un canale che non ricordo. Il taglio era in stile documentaristico con delle venature da inchiesta, il tutto condito da pareri di esperti pro e contro l’esistenza del celebre e leggendario primate peloso.
Una delle cose che mi colpì, è che tracce di questa benedetta bestia-uomo spuntano dal Maine alla California, insomma, parrebbe che abiti ovunque, che si trovi a proprio agio nei climi aridi dei vasti deserti del sud-ovest o in quelli gelidi e umidi del nord-est… ma nessuno, dico nessuno mai ha trovato uno scheletro, un cranio, un resto qualsiasi di codesto mito moderno o almeno riconducibile a esso. Sarà che il big foot è immortale?! Mah!
Ovviamente nel documentario nessuno ha posto la questione, come l’altra che mi sorge spontanea: com’è che questa bestia pare abitare un intero continente dagli habitat più disparati? Forse è questa la vera ragione per la quale, in America, la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin è così osteggiata. L’esistenza del big foot è la “prova provata” che l’esimio scienziato si sbagliava. Non c’è assolutamente alcun nesso fra l’ambiente e gli esseri viventi che lo abitano, che viva fra le nevi o nelle paludi, entro le foreste o nei deserti, il fantastico scimmione mostra sempre le stesse sembianze…
A me pare che per credere all’esistenza del big foot bisogna proprio avere un little brain.
Ieri sera una nota trasmissione televisiva trattava per l'ennesima volta il tema dei cerchi del grano o crop circles. Sono entrato, per così dire, in media res, poiché prima m'ero guardato con gusto il secondo movie degli x-men. Un giovanotto spiegava come aveva prodotto i suoi cerchi nel grano: tecniche e tipi di disegno, affermava che la maggior parte dei cerchi son stati prodotti da gruppi e persone conosciute e solo di una piccolissima percentuale non se ne conoscono gli autori... il conduttore ovviamente su questi puntava, su questo sparuto gruppo di cerchietti, (il ragazzo affermava che quelli complessi sono tutti di origine terrestre e umana) piccoli e scialbi di paternità incerta ma per cosa? Beh, dopo il filmato si torna in studio con tre ospiti tre che dibattono sulla questione, subornati dal noto conduttore, ed ecco il vero motivo: non è importante il fatto accertato che gli ideatori dei cerchi del grano (mai che li facciano nei campi di miglio o di riso) abbiano confessato la loro parte nella, chiamiamola così, burla, no, bensì che resti aperta una pur infinitesima possibilità che almeno un cerchiettino nel cereale possa essere, per quanto improbabile, frutto di mano (o tentacolo) alieno, così che gli esperti del mistero e loro detrattori possano abbuffarsi alla mensa masmediatica. Quel che mi fa rabbia però, è il fatto che codeste trasmissioni pseudo scientifiche tolgano spazio al vero approfondimento della conoscenza la quale scandaglia con serietà l'ignoto del cosmo che ci ospita e che ci chiama alla meraviglia, semplicemente mettendoci sopra la testa un cielo stellato.
Vorrei abitarti per sempre,
così
come in questi momenti.
Con le ere di Gaia sospese
sui fili del tempo
fra tremule stelle immote
che non han fretta
di vederci dissolvere
in vaghe polveri d'ossa.
"Cosa ti avevo detto?! Se ti ripesco ancora fuori dal cyberspazio giuro che ti formatto!"
Star lì abbracciati
sulle scale che portano al mare.
Fra i sussurri del vento
e le nostre carezze,
han trovato il nido
le nostre parole.
Coviamole
come coppia d'uccelli,
è così
che si schiude al mondo
un amore.
(dedicata a monica)
Esteri: l'Organizzazione delle Nazioni Unite ha deciso di espellere l'Unione degli Emirati Arabi Atei dal suo consesso. Papa Maometto secondo ha commentato: "Inshallah."
L'applauso tacque. Marvelous aspettò lo spegnersi del brusio.
Adesso teneva il pubblico stretto nella mano destra, la sinistra stesa trionfalmente ad indicare Selene, l'amazzone lunare, sospesa in un falso cielo di fiamma.
Fulminò con lo sguardo l'unico spettatore disattento, mentre si accingeva a percorrere le praterie scarlatte del palcoscenico.
Il suo abito etereo, da mago, sibilava strali di luce fin dentro i crani delle genti, sedute nella penombra azzurrina.
- Bene, tanto hanno già pagato. - Mormorò, ostentando un sorriso beffardo a beneficio della sua pallida sposa.
Ancora un passo è avrebbe dato il segnale. Le corde dei balì vibravano svelte come ali di calabroni ma già cedevano il ritmo al battito incalzante dei tamburi.
Il suo numero sarebbe cominciato nel silenzio, insieme alla prima nota di un oboe allungata fino allo spasimo, lamentosa, tagliente, disarmante; poi lui avrebbe liberato il potere delle Corna e...
BZAFFFF
- Mammaaaaaaaaaaaa!!! Il sens-o-tape si è rotto!
- Ancora?! - Domandò incredula la madre di Adrienne. - E si che solo due settimane fa abbiamo chiamato il tecnico della Sony: duecentotrenta euri... Che è successo questa volta?
- Boh? C'era un omino, un mago mi sembra, che ad un certo punto gli è spuntato un altro maghetto sul piede, che a sua volta aveva un altro maghetto sul piede...
BZAFFFF
- Eleusi: com' è che la psi-vì non funziona ancora? Dieci periodi fa ho dovuto sborsare 50 solari a Midola per la riparazione!
-Ma sei sicuro che sia guasta? Lo sai che qua nell'Orlo le tempeste ioniche fanno di questi scherzi...
BZAFFFF
Commutò le fasi quantiche. - Niente... il gas mesonico continuava a non volerne sapere di permutarsi in una probabilità finita.
Echinopontefax si dispose ad aspettare indispettito che la bolla di muoni si disperdesse nel continuum: se a Dio piaceva avere tutte le realtà in bell'ordine, ci provasse pure a rimediare da solo a quel casino. Lui se ne sarebbe lavate le onde elettromagnetiche.