giovedì, 30 novembre 2006

AMORE ALIENO

 Dolce Elain
nei deserti meridiani sbocciata
mai ti strinsi al mio carpace.

 

Sogno il volto tuo
dai cento occhi ardenti,
dalle fessure schiuse,
dal respiro umido e fragrante.

 

Arrotolato nella sabbia
delle rosse fredde notti
m'attorciglia Il desiderio
dei neri tuoi chirghigli.

 

Come drappi d'isthavan
carezzano il mio alveo.


E trillo e piango
stringendo fra le chele
il vento asciutto di Achenbar.

 

postato da: palsai alle ore 30/11/2006 19:10 | link | commenti (6)
categorie: poesia, mondi paralleli
mercoledì, 29 novembre 2006

BIG FOOT OR LITTLE BRAIN?

SasquatchTempo fa, stravaccato sul divano, appoggiato comodamente sulle morbidezze della mia compagna, mi capitò di vedere una trasmissione sul famoso big foot statunitense, in programma su di un canale che non ricordo. Il taglio era in stile documentaristico con delle venature da inchiesta, il tutto condito da pareri di esperti pro e contro l’esistenza del celebre e leggendario primate peloso.

Una delle cose che mi colpì, è che tracce di questa benedetta bestia-uomo spuntano dal Maine alla California, insomma, parrebbe che abiti ovunque, che si trovi a proprio agio nei climi aridi dei vasti deserti del sud-ovest o in quelli gelidi e umidi del nord-est… ma nessuno, dico nessuno mai ha trovato uno scheletro, un cranio, un resto qualsiasi di codesto mito moderno o almeno riconducibile a esso. Sarà che il big foot è immortale?! Mah!

Ovviamente nel documentario nessuno ha posto la questione, come l’altra che mi sorge spontanea: com’è che questa bestia pare abitare un intero continente dagli habitat più disparati? Forse è questa la vera ragione per la quale, in America, la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin è così osteggiata. L’esistenza del big foot è la “prova provata” che l’esimio scienziato si sbagliava. Non c’è assolutamente alcun nesso fra l’ambiente e gli esseri viventi che lo abitano, che viva fra le nevi o nelle paludi, entro le foreste o nei deserti, il fantastico scimmione mostra sempre le stesse sembianze…

A me pare che per credere all’esistenza del big foot bisogna proprio avere un little brain.

postato da: palsai alle ore 29/11/2006 19:43 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni
martedì, 28 novembre 2006

A VOLTE RITORNANO...

crop circleIeri sera una nota trasmissione televisiva trattava per l'ennesima volta il tema dei cerchi del grano o crop circles. Sono entrato, per così dire, in media res, poiché prima m'ero guardato con gusto il secondo movie degli x-men. Un giovanotto spiegava come aveva prodotto i suoi cerchi nel grano: tecniche e tipi di disegno, affermava che la maggior parte dei cerchi son stati prodotti da gruppi e persone conosciute e solo di una piccolissima percentuale non se ne conoscono gli autori... il conduttore ovviamente su questi puntava, su questo sparuto gruppo di cerchietti, (il ragazzo affermava che quelli complessi sono tutti di origine terrestre e umana) piccoli e scialbi di paternità incerta ma per cosa? Beh, dopo il filmato si torna in studio con tre ospiti tre che dibattono sulla questione, subornati dal noto conduttore, ed ecco il vero motivo: non è importante il fatto accertato che gli ideatori dei cerchi del grano (mai che li facciano nei campi di miglio o di riso) abbiano confessato la loro parte nella, chiamiamola così, burla, no, bensì che resti aperta una pur infinitesima possibilità che almeno un cerchiettino nel cereale possa essere, per quanto improbabile, frutto di mano (o tentacolo) alieno, così che gli esperti del mistero e loro detrattori possano abbuffarsi alla mensa masmediatica. Quel che mi fa rabbia però, è il fatto che codeste trasmissioni pseudo scientifiche tolgano spazio al vero approfondimento della conoscenza la quale scandaglia con serietà l'ignoto del cosmo che ci ospita e che ci chiama alla meraviglia, semplicemente mettendoci sopra la testa un cielo stellato.

postato da: palsai alle ore 28/11/2006 23:03 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni
lunedì, 27 novembre 2006

CERTI MOMENTI SOSPESI

Vorrei abitarti per sempre,

così

come in questi momenti.

 

Con le ere di Gaia sospese
sui fili del tempo


fra tremule stelle immote
che non han fretta
di vederci dissolvere
in vaghe polveri d'ossa.

 

postato da: palsai alle ore 27/11/2006 22:36 | link | commenti (2)
categorie: poesia
domenica, 26 novembre 2006

DISOBBEDIENZA

"Cosa ti avevo detto?! Se ti ripesco ancora fuori dal cyberspazio giuro che ti formatto!"

postato da: palsai alle ore 26/11/2006 23:30 | link | commenti (3)
categorie: mondi paralleli

TRATTIENI IL RESPIRO

"Trattieni il respiro."
Come cerimoniere ero obbligato a procurarmi tutto l'occorrente affinché le cose filassero lisce, a dovere. I diamanti dello Zaire ce li avevo già in tasca - questa parte era stata facile - mi era bastato scucire del denaro e per me non c'è problema, ne ho a montagne e non so più che farmene. Il tagliatore di diamanti è stato convocato, se il razzo espresso da Venere non incapperà in qualche tempesta solare, domani avrà di che divertirsi! Dulcis in fundo, finalmente sono arrivato allo zoo di Pechino.
"Trattieni il respiro."
Aarno Penzias accese il visore a infrarossi, si avviò cautamente verso le gabbie dei panda, puntò lo storditore e ne stese uno, poi commutò l'arma alle microonde e disgregò le sbarre nel silenzio notturno - fatto - bisbigliò con soddisfazione. Dopodichè prese il pellicciatore e tolse la pelle al muso della bestia, dileguandosi in un baleno fra le collinette, guadagnando velocemente l'uscita.
"Trattieni il respiro."
Il tagliatore aveva sistemato la sua attrezzatura nella caverna, la qual cosa era normalissima per un venusiano. Penzias notò con soddisfazione il certificato di autenticità del professionista che l'obbligava al silenzio. Gettò un sacchetto sul piano rivestito che trasse suoni di sassolini rotolanti dal legno stagionato di frassinite. Le pietruzze ammiccarono per un attimo, fino a che una pezza impellicciata non le coprì.
- Ne tragga la più perfetta maschera da cerimonia che si sia mai vista - ordinò al gioielliere. - Per domani - "...domani ... o sarà..."
"Trattieni il respiro."
La mattina si vestì per la cerimonia. Fece schioccare la lingua e incrociò le dita. l'Ascesa l'attendeva: era la prima volta e sarebbe stata l'ultima.
Nora stava ad aspettarlo sull'androne. Quando lo vide arrivare, il suo volto da teenager s'adombrò un poco però stese il braccio come prescriveva l'etichetta. Aarno lo prese e si avviarono a braccetto verso la Scala senza scambiarsi una parola. Salirono nel silenzio, contando mentalmente gli scalini: mille esatti, consumati, vecchi.
Il sole abbacinava, gli astanti sudavano sotto i loro paludamenti, la piattaforma alla sommità della Scala pareva galleggiare nell'aria; Aarno abbandonò il braccio della figlia, prese la maschera da cerimonia e la appose sulla faccia di Nora.
"Trattieni il respiro."
I diamanti scintillarono, creando dal niente migliaia di minuscoli astri colorati.
Dalla rampa di durallumite, addobbata per l'occasione, scese il nobile straniero salutando come da copione la folla. Per sfondo l'astronave che l'aveva portato sulla Terra.
S'accostò alla femmina mascherata, aspettò con pazienza che il sacerdote proclamasse la domanda di rito e dichiarò il suo assenso con regale nobiltà. La folla allora sciolse il rispettoso silenzio con scoppiettii di risa e calorosi evviva rivolti alla novella coppia di sposi.
Aarno Penzias tirò un lungo sospiro.
Nora incrociò, a beneficio dei fotografi, il germoglio di bamboo con quello del suo nuovo consorte . Egli, esultante, volle disegnare  sul suo muso bianconero da pandite un sorriso come quello degli umani e pensò: "Adesso sono il signore incontrastato del  feudo stellare di Sol!" E al suo cenno le nere navi da guerra abbandonarono l'assedio.
postato da: palsai alle ore 26/11/2006 21:44 | link | commenti
categorie: racconti

LE SCALE CHE PORTANO AL MARE

quercianella

Star lì abbracciati
sulle scale che portano al mare.

Fra i sussurri del vento
e le nostre carezze,
han trovato il nido
le nostre parole.

Coviamole
come coppia d'uccelli,
è così
che si schiude al mondo
un amore.

(dedicata a monica)

postato da: palsai alle ore 26/11/2006 17:50 | link | commenti (2)
categorie: poesia
giovedì, 23 novembre 2006

CIUCCIA BELLO!

Oggi ero di funerale. Giorgio aveva 62 anni e per un certo periodo abbiamo lavorato insieme. Tipico livornese irriverente, rozzamente ironico, era simpatico, sanamente ignorante. C'è in bottega, appesa alla porta dell'antibagno, una sua foto con in testa un aggeggio di cartone, su cui stava arrotolata un certo tipo di guarnizione per tapparelle avvolgibili (che confezionava stando seduto sulla seggiola.) Una foto buffa, ormai polverosa, dalla quale lui guarda buffamente il mondo che ha lasciato... riecheggia fra i banchi da falegname la sua frase preferita: "Ciuccia bello!" Così lo voglio ricordare, con questa frase seguita dalla classica linguaccia!
postato da: palsai alle ore 23/11/2006 23:41 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni

Inshallah

Esteri: l'Organizzazione delle Nazioni Unite ha deciso di espellere l'Unione degli Emirati Arabi Atei dal suo consesso. Papa Maometto secondo ha commentato: "Inshallah."

postato da: palsai alle ore 23/11/2006 23:08 | link | commenti
categorie: mondi paralleli

BZAFFF

L'applauso tacque. Marvelous aspettò lo spegnersi del brusio.

Adesso teneva il pubblico stretto nella mano destra, la sinistra stesa trionfalmente ad indicare Selene, l'amazzone lunare, sospesa in un falso cielo di fiamma.

Fulminò con lo sguardo l'unico spettatore disattento, mentre si accingeva a percorrere le praterie scarlatte del palcoscenico.

Il suo abito etereo, da mago, sibilava strali di luce fin dentro i crani delle genti, sedute nella penombra azzurrina.

- Bene, tanto hanno già pagato. - Mormorò, ostentando un sorriso beffardo a beneficio della sua pallida sposa.

Ancora un passo è avrebbe dato il segnale. Le corde dei balì vibravano svelte come ali di calabroni ma già cedevano il ritmo al battito incalzante dei tamburi.

Il suo numero sarebbe cominciato nel silenzio, insieme alla prima nota di un oboe allungata fino allo spasimo, lamentosa, tagliente, disarmante; poi lui avrebbe liberato il potere delle Corna e...

 

BZAFFFF

 

- Mammaaaaaaaaaaaa!!! Il sens-o-tape si è rotto!

- Ancora?! - Domandò incredula la madre di Adrienne. - E si che solo due settimane fa abbiamo chiamato il tecnico della Sony: duecentotrenta euri... Che è successo questa volta?

- Boh? C'era un omino, un mago mi sembra, che ad un certo punto gli è spuntato un altro maghetto sul piede, che a sua volta aveva un altro maghetto sul piede...

 

BZAFFFF

 

 - Eleusi: com' è che la psi-vì non funziona ancora? Dieci periodi fa ho dovuto sborsare 50 solari a Midola per la riparazione!

-Ma sei sicuro che sia guasta? Lo sai che qua nell'Orlo le tempeste ioniche fanno di questi scherzi...

 

BZAFFFF

 

Commutò le fasi quantiche. - Niente... il gas mesonico continuava a non volerne sapere di permutarsi in una probabilità finita.

Echinopontefax si dispose ad aspettare indispettito che la bolla di muoni si disperdesse nel continuum: se a Dio piaceva avere tutte le realtà in bell'ordine, ci provasse pure a rimediare da solo a quel casino. Lui se ne sarebbe lavate le onde elettromagnetiche.

 

postato da: palsai alle ore 23/11/2006 19:59 | link | commenti (5)
categorie: racconti

Heracleum blog & web tools

Chi sono

Utente: palsai
un omino di dentrificio venuto al mondo dopo una sana spazzolata di denti: la vita base-fluoro può riservare molte sorprese...

Commenti recenti

utente anonimo in INGIURIE...

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Categorie

articolo
avvisi
diario
fantascienza
mondi paralleli
paradossi
poesia
politica
racconti
recensioni
religione
riflessioni
segnalazioni

Links

Alchimie
Autoritratto a pastello
boiler
Fantascienza.com
pygryzya
The Encyclopedia of Astrobiology, Astronomy, and Spaceflight
Urania & co.

Partecipano

 Il mio profilo Contattamipalsai
 Il mio profilo Contattamimynona

Foto recenti

Vedi altri media

Bottoni


Contatore

visitato *loading* volte